lunedì 23 luglio 2018

Noosa National Park

Coming soon!

Koala!

Ieri gita domenicale al  Lone Pine Koala Sanctuary con ferry da Brisbane e ritorno in bus insieme a un altro centinaio di gitanti. Al rientro, dopo sonnellino in bus, Albo si è pure fatto una pizza... Più domenica di così ..
Il Lone Pine Koala Sanctuary è, pare ovvio, il top del Koala. Ce ne sono decine e decine abbarbicati su pali ricoperti di rami di eucalipto (un po' triste). Albo ha fatto la foto con Spoon e giuro non è finto! Poi siamo stati un'ora a bocca aperta davanti all'ornitorinco e mezz'ora ad aspettare il mitico echidna che non si è mai fatto vedere. Nel pomeriggio le mamme canguro con cangurini nel marsupio si sono svegliate e fu così che perdemmo il passaggio in barca...
Albo e Spoon





sabato 21 luglio 2018

Pronti, ai posti, via!

Finalmente siamo in viaggio! Abbiamo ritirato la nostra Ford Falcon station wagon con equipaggiamento da campeggiatori nel baule e dopo aver visto i camperini che partivano con noi possiamo dire che siamo soddisfatti della, scelta...
E ci siamo sparati i nostri primi 450 km fino a Port Macquaire.
Per festeggiare la nostra rinuncia al camperismo in favore del campeggio siamo andati a mangiare fish and chips sul molo e a dormire in un albergo carino... per montare la tenda e accendere il camping gas ci sarà tempo (il deserto ci aspetta... ).
A Port Macquire ci sono i Koala. Non potevamo mancare il Billabong Zoo per incontrare loro (ma sono veramente dei peluche) insieme a tutti i classici della fauna australiana. Segnalo in particolare il coccodrillo Shrek che, a leggere il cartello, sarebbe stato confinato in questa vaschetta "per essersi trovato al momento sbagliato nel posto sbagliato"... e che avrà fatto mai questa povera bestiola?  Un morsetto a un bimbetto succulento lassù nei Territori del Nord?
Altri 600 km ed eccoci a Brisbane capitale del Queensland. Se ci pensate sperduti sappiate che fa oltre 2 milioni di abitanti ed è sabato sera...
Pronti alla partenza! 
Shreck! 


Wollabies love Paolo

giovedì 19 luglio 2018

As usual... Acquario!

Questa volta pensavamo di scamparla,  ma vuoi mai che non aggiorniamo la classifica? Avevamo un interessantissimo programma storicoculturalnaturalistico (leggi Hyde Park barracks museumRoyal Botanic Garden e, ci mancherebbe, la storica State Library), ma varie vicissitudini che tralasciamo ci hanno letteralmente spinto verso il Sea Life Aquarium.

Albo dixit:
L'acquario non era proprio come me lo aspettavo, era tutto più piccolo, mentre credevo fosse enorme. Ho fatto comunque alcuni incontri interessanti: il dugongo Pig (molto diverso dal lamantino), squali pinna bianca, squali tappeto, squali toro, squali di Port Jackson e una razza colossale. Una sala era abitata da creature sopravvissute dal Giurassico, come Queensland lung fish, un pesce polmonato e l'axolotl, una salamandra messicana.
In conclusione Genova batte Sydney 100 a 4!
Classifica:
1. Genova
2. Cape Town
3. Dubai
4. Sydney
Menzione speciale "acquari PICCINI"  all'Anglesey Sea Zoo (Galles)

Il dugongo Pig

Squali e tartarughe
Sydney by night (17,30...)

mercoledì 18 luglio 2018

Aussie! Here we are!

Primo giorno a Sydney. Il fuso ci fa un baffo e così ci spariamo un 9-19 senza pausa pranzo. E infatti il mattino dopo (cioè ora) Albo non si sveglia nemmeno con le cannonate.
In estrema sintesi: Circular Quay (Opera House, ponte, The Rock, insomma i classicissimi), giro della baia con l'Op on op off di Captain Cook, piedi nell'oceano a Manly, rientro a Darling harbor, passeggiata per le vie del centro fino a Hyde Park e Australian Museum.

Australian Museum 

Australian Museum 

Australian Museum 

Manly Beach

lunedì 19 febbraio 2018

XCARET! by Alberto Picciotto

Xcaret è un parco dove nuotare in un fiume sotterraneo, ascoltare la radio delle scimmie urlatrici, divertirsi tra scivoli e ponti sospesi e soprattutto osservare da vicino animali che difficilmente incontrerete in natura, come il tapiro o il giaguaro o i lamantini.

tapiro
tapiro
giaguaro
giaguaro

giaguaro
giaguaro
procione
procione

nursery degli uccellini nel parco di XcaretSi può nuotare con squali nutrice e razze. Si visita una enorme voliera abitata da pellicani e tacchini ocellati, una enorme aquila reale e un avvoltoio papa e poi ara, tucani, parrocchetti, fenicotteri e una nursery di uccellini. 




C'è anche una casa delle farfalle. C'è un'escursione in barca sia nell'acqua dolce che salata.

passerella nella foresta
nella voliera
mare
mare e piscine naturale


alligatore
alligatore

iguana
iguana

tartaruga marina
tartaruga marina


domenica 26 novembre 2017

Bamberg La Roma di Franconia


La Neue Residenz in Domplatz

Non ci sono grosse differenze tra la mappa di Bamberg medievale e quella della città del XXI secolo: vivacissima, con un allegra popolazione studentesca e una passione sfrenata per la birra, Bamberg porta con orgogliosa nonchalance i suoi oltre mille anni di storia. E se nel Medioevo rappresentò un modello urbanistico e architettonico per le città dell'Europa centrale, oggi ne è una delle più testimonianze più integre, complice la nebbia, anzi il velo della santa imperatrice Cunegonda che, forse per non assistere alla distruzione del più sontuoso tra i suoi doni nuziali, nascose l'abitato ai bombardieri alleati. 

La cattedrale 
I sette colli, il fiume... Enrico II, imperatore del Sacro Romano Impero, immaginò subito una Roma casalinga e la eresse a vescovado, creando così un piccolo “regno” rimasto tale fino al XIX secolo. 

La piccola Venezia


Cultura e ricchezza: un binomio che fece prosperare la città dei religiosi sui colli, ma anche quella dei commercianti e dei contadini lungo le sponde del fiume Regnitz. Uno dei prodotti cardine dell'economia cittadina, che univa in felice sinergia produttori e distributori, era il luppolo, ingrediente fondamentale della seconda imperatrice di Bamberg, la birra. Nel 1039 il canonico Olderico disponeva di essere ricordato al momento della morte con una distribuzione gratuita di birra; il primo documento che attesta l'esistenza di una mescita in città è un atto notarile datato 1093; i monaci benedettini dell'abbazia di San Michele iniziarono a produrre birra nel 1122 (nelle sale dove oggi visitiamo il Museo della Birra). La bevanda ebbe un tale successo che, per garantire la perfetta qualità degli 880 boccali che si calcola ogni cittadino bevesse annualmente, nel 1489 il principe vescovo stabilì che la ricetta della birra prodotta a Bamberg dovesse limitarsi a tre ingredienti: malto, luppolo e acqua. Principio ribadito qualche decennio dopo dal duca di Baviera per tutte le birre dello stato.
Birreria Schlenkerla 
Insomma, un millennio di business e tradizione: agricoltori, mastri birrai, bottai, ramaioli, produttori di ghiaccio, barcaioli (la birra si esportava trasportandola via fiume sul Meno). Poi vennero le aziende produttrici di malto e di attrezzature per la birrificazione. Nel XIX secolo a Bamberg erano attive oltre sessanta birrerie e ancora oggi sono nove nel solo centro cittadino: dalla più vecchia fondata nel 1533 all'ultima nata nel 2004.
Birreria Schlenkerla
Le varietà birraie proposte sono moltissime, ma l'originale è una sola, la Rauchbier, la birra affumicata. Probabilmente in origine l'affumicatura era il metodo più usato, almeno nei paesi dove il clima rendeva impossibile l'essiccazione al sole. Quindi ad aggiungere fascino e sapore alla Rauchbier di oggi c'è la consapevolezza di assaggiare una birra molto simile nel gusto a quella servita nelle taverne medievali. E se ci si siede in allegra ed eterogenea compagnia sulle lunghe panche della Schlenkerla e della Spezial, anche l'ambiente  non sembra essere cambiato. In piena estate gli abitanti di Bamberg rispolverano un'ulteriore tradizione e per gustare l'immancabile birra salgono sui colli, anzi “sulle cantine”, visto che i giardini della birra sulle alture della città nascondono le grotte adibite a celle di maturazione e conservazione dell'amata bevanda.
Festa della birra in Maximilianplatz
Grunermarkt



Altes Rathaus
Il baricentro della città è il fiume Regnitz che, diviso in due rami e attraversato da 80 ponti, percorre per oltre otto chilometri il centro urbano. E proprio in mezzo al fiume, a cavallo tra due ponti, nel XV secolo i cittadini di Bamberg eressero il municipio (Altes Rathaus), poi ristrutturato e ampliato in età barocca. La leggenda imputa la  singolare e scenografica location al fatto che il vescovo, signore della città, avesse negato anche un solo palmo dei suoi possedimenti per la costruzione dell’edificio simbolo dell’ascesa “borghese”. Più plausibile ipotizzare una scelta strategica: il municipio fu eretto nel punto di raccordo tra il primo nucleo cittadino ai piedi delle colline (Sand) e il nuovo quartiere che si stava sviluppando sull’isola tra i due bracci del fiume.
Altes Rathaus

Per osservare la città dall’alto e comprenderne la morfologia bisogna
veduta salendo a Altenburg
salire su una delle colline. Dalla vecchia fortezza (Altenburg), dimora dei principi vescovi distrutta nel Cinquecento e ricostruita in stile medievale alcuni secoli dopo, si distinguono i tre nuclei storici: la collina (Bergstadt), l’isola (Inselstadt) e, a est del ramo destro del fiume, il quartiere degli orti e dei giardini (Gärtnerstadt). Qui sopravvivono tratti della topografia originaria, con le file di case “a schiera” che nascondono gli orti urbani e due delle molte birrerie che in passato si affacciavano sulla strada centrale lastricata (Steinveg), antico asse commerciale che da Lubecca si spingeva fino nel cuore dell’Impero, a Ratisbona. Alcune delle case contadine mantengono la funzione tradizionale con famiglie di agricoltori ancora in attività; una ospita il Museo degli ortolani e dei vignaioli (Gärtner und Häckermuseum).

Santa Cunegonda
Il ponte inferiore (Untere Brücke), sorvegliato dalla statua monumentale di Santa Cunegonda, ci riporta tra i vicoli sinuosi del primo agglomerato cittadino, diventato il cuore della vita notturna di Bamberg. Il toponimo Dominikanerstrasse ci ricorda come qui abbia avuto sede per secoli il convento dei Domenicani, due sale del quale ospitano la Birreria Schlenkerla, probabilmente la più celebre della città. Frequentata per l’atmosfera conviviale, l’inimitabile birra affumicata e quel certo fascino che deriva dal non aver concesso nulla alla modernità: sotto l’insegna dell’oste “ciondolone” si beve rigorosamente un solo tipo di birra (al massimo si può discutere sulla misura), spillata a caduta da botti di rovere e accompagnata dai piatti della tradizione. 
Birreria Schlenkerla

Sul colle di San Michele (Michaelsberg) sorgeva un antico monastero benedettino celebre per lo scriptorium e la birreria (oggi trasformata nel Museo della Birra). Il soffitto della chiesa è una sorta di erbario dipinto: un catalogo con 578 piante raffigurate con minuziosa precisione; il pulpito settecenteco sembra sospeso in aria, nella cappella del Santo Sepolcro la morte soffia bolle di sapone in una singolare danza macabra e passando nel cunicolo sotto il sarcofago del santo Ottone risolverete ogni problema alla schiena.

Il monastero di San Michele

L'articolo completo è stato pubblicato sulla rivista "Itinerari e luoghi" (febbraio-marzo 2013)

 Passeggiata lungo il fiume Regnitz


Apfelweibla, pomolo di portale che ispirò la novella "La pentola d'oro" di E. T. A. Hoffmann
Museo di Storia Naturale

Il racconto in presa diretta (maggio 2012) lo avevamo pubblicato qui
a maggio 2012.